In questa guida spieghiamo in modo dettagliato cosa sono i prestiti veloci e come ottenerli.

Quando si richiede un finanziamento, dalla data di richiesta a quella dell’effettiva erogazione della liquidità trascorrono diversi giorni lavorativi. Indicare una media sarebbe un esercizio arbitrario, data la varietà dei prestiti disponibili sul mercato, ciascuno di tipologia diversa e erogati da gruppi bancari con procedure e tempi propri. Ci sentiamo di potere dire che nessuno viene accreditato generalmente prima di 4 o 5 giorni lavorativi dalla richiesta formale del cliente, ma la tempistica è legata a vari aspetti, quali l’importo, il profilo di rischio del richiedente, le garanzie esibite, la prontezza con cui si consegna tutta la documentazione necessaria.

prestiti veloci

In questo articolo cercheremo di fornirvi alcune informazioni essenziali relative ai prestiti veloci, una categoria di prodotti molto in voga negli ultimi anni, ma che in pochi effettivamente sanno in cosa consistano.

Per prestiti veloci si intendono finanziamenti personali, ovvero che non necessitano di alcuna motivazione all’atto della loro richiesta, diversamente da quelli finalizzati, come i prestiti auto. Non si tratta, però, di una terminologia formale, tanto che spesso questi prestiti vengono anche aggettivati come rapidi o immediati o anche online. Il tasso applicato è fisso, quindi, non varia lungo il corso dell’ammortamento, in modo che l’importo delle rate periodiche, in genere, mensili, resti costante.

In sostanza, essi si caratterizzano per la velocità con cui la liquidità richiesta viene erogata al cliente, anche se sui tempi non c’è alcuna certezza. Diffidate dagli spot pubblicitari, che vi assicurano un’erogazione entro le ventiquattro ore, perché si tratta di casi più unici che rari, che quasi mai si verificano nella realtà.

Vero è, invece, che potrebbero prevedere tempi relativamente bene per l’accredito, anche quattro giorni lavorativi, se non meno, nei casi migliori. Questa tipologia di credito è letteralmente esplosa negli ultimi anni e non è un caso. I prestiti veloci sono stati resi possibili, infatti, dalla tecnologia, in quanto sono nati e per lo più anche oggi erogati su internet, tanto che, come dicevamo, spesso si definiscono anche online come sinonimo.

Internet ha permesso la nascita di società finanziarie e banche attive soltanto sulla rete o per lo più su di essa, così come ha ampliato l’offerta delle stesse banche tradizionali, le quali hanno quasi tutte oggi un canale dedicato al web, dove erogano prodotti appositi o con procedure più semplici.

I prestiti veloci sono possibili proprio per l’assenza dei tempi tipici di una struttura di intermediazione classica, quella per intenderci consistente in sportelli, filiali, che oltre tutto presenta costi maggiori. I prestiti erogati o anche solo richiesti in rete hanno comunque alle spalle il personale necessario per eseguire la fase istruttoria, ma risulta essere una struttura più snella, tale da accorciare non solo i tempi dell’accredito, bensì pure i costi.

Dunque, i prestiti veloci sono nella maggioranza dei casi anche online, almeno per la fase riguardante la richiesta e la fase istruttoria. Alcuni possono prevedere una fase finale da eseguirsi presso una filiale fisica, ma grazie alla possibilità di effettuare un accredito sul conto corrente del richiedente, anche questo passaggio viene normalmente risparmiato.

Dicevamo che i tempi variano sulla base di diversi fattori. Il primo è il profilo di rischio del cliente. Chi richiede un finanziamento, deve anche esibire alcune garanzie minime, che vengono sollecitate nell’immediato e che sono pubblicizzate anche sui portali web dell’agenzia o banca, così come presso le stesse filiali. In primo luogo, bisogna possedere una busta paga o il modello Unico, a dimostrazione di godere di un reddito minimo con cui provvedere al pagamento delle rate in fase di ammortamento.

Dopo è necessario inviare sempre online un documento di identità valido e il codice fiscale. Questi sono i documenti basilari richiesti e in assenza anche solo di uno di questi si rischia di allungare la fase istruttoria, perdendo il vantaggio teoricamente garantito dalla velocità di erogazione della liquidità.

Pertanto, si consiglia sempre di leggere attentamente le condizioni contrattuali nella parte riguardante la documentazione sollecitata, in modo da contenere al minimo la fase istruttoria, evitando inutili sprechi di tempo.

Altro aspetto da tenere in considerazione è anche il profilo di rischio del cliente. Chi è oggetto di un protesto in corso o è stato segnalato di recente al Crif, Centrale rischi finanziari, come cattivo pagatore viene considerato un soggetto particolare e, ammesso che il prestito gli sia ugualmente erogato, l’istituto si prenderà qualche giorno di tempo in più per accertare le effettive condizioni finanziarie del richiedente, magari sollecitandolo all’invio di una documentazione integrativa.

Ma quando parliamo di rischio, facciamo riferimento anche a un altro aspetto, ovvero al rapporto tra reddito del cliente e liquidità richiesta. Supponiamo che Tizio richieda un prestito veloce online di 20.000 euro, una somma relativamente bassa per il mercato del credito, ma se aggiungiamo il fatto che egli abbia esibito una busta paga di appena 1.000 euro al mese, si evince il rischio che non sia ugualmente in grado di rimborsare il capitale prestato e i relativi interessi entro un arco di tempo ragionevole. Anche in questo caso, quindi, la fase istruttoria potrebbe allungarsi e il prestito diventerà meno veloce del previsto.

Se lo stesso Tizio richiedesse, a parità di reddito, qualcosa come 5.000 euro, i tempi istruttori si accorcerebbero e l’accredito potrebbe giungere realmente nel giro di pochissimi giorni lavorativi.

Qualora le garanzie esibite risultassero insufficienti o non vi fossero proprio, l’istituto potrebbe sollecitare il richiedente a inviargli almeno una garanzia alternativa a quella reddituale, ovvero reale o personale. Ne consegue una perdita di tempo, derivante dalla ricerca della garanzia da parte del cliente, così come anche solo per l’invio della relativa documentazione, ne caso in cui già la si disponesse pronta. Passerebbero giorni per verificare e anche in questo caso il prestito diverrebbe meno veloce.

Se tutto dovesse andare come sperato, il cliente riceverà la somma richiesta o attraverso l’invio di un assegno circolare non trasferibile al suo domicilio o con accredito sul conto corrente indicato all’atto della richiesta stessa o con la consegna del denaro, in contanti o assegno, al domicilio, tramite in funzionario. Infine, potrebbe essere richiesta la presenza del beneficiario presso una sede fisica nei pressi del suo domicilio.

Visto che la velocità è legata spesso al basso importo della liquidità richiesta, bisogna stare attenti che questi prestiti siano anche convenienti, perché a fronte di tempi relativamente rapidi per l’accredito, non è detto che tutte le altre condizioni contrattuali siano effettivamente convenienti.

I piccoli prestiti, ad esempio, scontano solitamente un TAEG abbastanza elevato. Questo, perché il suddetto tasso comprende anche tutti gli altri costi relativi all’accensione del finanziamento, che hanno un importo fisso e che di conseguenza incidono in maniera decrescente al crescere dell’importo finanziato. Da questo deriva un TAEG elevato per i prestiti di basso importo. Vero è, però, che ciò non è una caratteristica esclusiva dei prestiti veloci, ma di tutti i piccoli finanziamenti.

Facciamo un esempio, ipotizziamo di prendere in prestito 2.000 euro a un anno e che il tasso applicato dall’istituto sia del 5%, mentre tutte le altre spese ammontino a 200 euro. Di fatto, queste ultime saranno pari al 10% dell’importo finanziato, che aggiunte a un TAN del 5% fanno un TAEG del 15%.

Se il prestito veloce erogato fosse, invece, di 10.000 euro, tali spese inciderebbero per il 2%, per cui il TAEG sarebbe del 7%, molto più basso che nel caso precedente.

Prestiti veloci senza busta paga

Per adesso abbiamo ipotizzato che il richiedente disponga di un reddito dimostrabile, come la busta paga, che rappresenta la garanzia basilare per un istituto di credito, in quanto essa gli assicura che il cliente possegga un reddito stabile nel tempo, con il quale potrà sostenere il pagamento delle rate di ammortamento del debito. Tuttavia, non tutti dispongono di una tale garanzia, vuoi perché si è in uno stato di disoccupazione, oppure perché si è una casalinga, uno studente, o anche perché si ha un reddito incerto, essendo lavoratore autonomo, libero professionista o imprenditore. Non tutti i prestiti veloci, infatti, sono erogati anche a chi dispone di un Modello Unico o un cedolino pensione. Alcuni potrebbero richiedere solamente la busta paga e questo, indipendentemente dal livello di reddito esibito dal richiedente. Si consideri un lavoratore autonomo con un modello Unico a segnalare nell’anno precedente un reddito di 50.000 euro. Per quanto si tratti potenzialmente di un buon cliente, manca qui il requisito fondamentale della stabilità di un reddito da lavoro certo, per cui la domanda potrebbe essere respinta o neppure presa in considerazione, a seconda della tipologia del finanziamento. In ogni caso, quando si parla di prestiti senza busta paga, ci si riferisce sia a quelli erogati ai clienti diversi dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, sia a volte anche a quelli erogati semplicemente a chi non possiede alcun tipo di reddito.

A questi clienti un finanziamento può essere concesso ugualmente, sempre che possegga almeno una garanzia alternativa, che come detto può essere reale o personale. Si definisce garanzia reale l’iscrizione di un’ipoteca su un bene immobile di proprietà, il quale potrà essere venduto all’asta, su disposizione del giudice, nel caso di inadempimento dell’obbligazione.

L’ipoteca può essere accesa per un valore massimo non superiore all’80% di quello commerciale dell’immobile, anche se generalmente il creditore si riserva un margine maggiore. In buona sostanza, se un immobile da ipotecare vale 100.000 euro, il prestito concedibile non potrà superare gli 80.000 euro.

La garanzia personale, detta anche fideiussione, consiste nella firma di un terzo soggetto, il garante, il quale garantisce al creditore sul rimborso integrale del capitale e degli interessi da parte del debitore principale, oltre che sul rispetto di ciascuna scadenza.

Il garante deve possedere a sua volta quei requisiti minimi di tipo economico e patrimoniale e nel caso di inadempimento dell’obbligazione da parte del debitore, egli ne risponde ugualmente, rischiando di essere segnalato al Crif come cattivo pagatore o protestato.

Ecco, quindi, che egli sarà generalmente una persona di fiducia del debitore, come un parente stretto o un amico, meglio se abitante nella stessa zona in cui risiede quest’ultimo, così da potere monitorare i suoi movimenti e anticipare eventuali difficoltà.

In ogni caso, ipoteca o fideiussione che sia, l’esibizione di una garanzia alternativa alla busta paga richiede tempo per le verifiche in fase istruttoria e la conseguenza di ciò è che il prestito, per quanto veloce, non potrebbe assicurare i tempi minimi indicati. Ancora peggio, poi, se tali garanzie verranno inviate solo su richiesta dell’istituto, perché ciò dilungherà ulteriormente la pratica, tra i botta e risposta tra le parti e i tempi per la ricerca della garanzia e l’invio della relativa documentazione.

Prestiti veloci a cattivi pagatori

Vediamo cosa succede se un soggetto ha avuto problemi con il rimborso di un precedente prestito. Sappiamo che sarà segnalato al Crif come cattivi pagatore e fino a quando tale segnalazione resterà attiva, difficilmente otterrà credito da parte delle banche e le agenzie finanziarie. Tuttavia, non sempre è impossibile, specie quando si esibiscono solide garanzie. Un esempio è la cessione del quinto dello stipendio, che è un finanziamento erogato a chi possiede un reddito da lavoro dipendente e risulta essere stato assunto da un congruo numero di mesi a tempo indeterminato, sia del settore privato che della Pubblica Amministrazione.

In questi casi, il cliente assicura il rimborso del prestito anche con il Tfr accumulato, per cui persino per i casi di cessazione del rapporto l’istituto potrà ottenere indietro la liquidità vantata a credito. Inoltre, non esiste nemmeno il problema del rispetto delle scadenze, perché il datore di lavoro non può esimersi per legge dal trattenere mensilmente la rata dalla busta paga e di versarla sul conto del creditore.

Questo tipo di prestiti potrà anche essere erogato con relativa velocità, ma presuppone il coinvolgimento del datore di lavoro, che per quanto sia obbligato ad accettare le incombenze conseguenti, dovrà pur sempre inviare i suoi dati e dovrà essere informato, cosicché i tempi dell’istruttoria potrebbero allungarsi.

Prestiti veloci con cambiali

Similmente alla cessione del quinto, anche i prestiti cambializzati possono essere erogati anche ai cattivi pagatori e con una certa celerità. Si tratta di finanziamenti, che fino a pochi anni fa sembravano essere caduti in disuso, ma che la crisi economica ha fatto tornare di moda. In pratica, il cliente firma a garanzia del credito concessogli una o più cambiali, un titolo esecutivo, che consente all’istituto di escutere i beni del debitore nel caso di inadempienza.

Tali cambiali sono consegnate al creditore e questi le restituisce al firmatario man mano che vengono pagate le rate, come se fungessero da quietanze di pagamento.

Grazie a tale garanzia, anche cattivi pagatori e protestati possono accedere a questo tipo di finanziamento, ma negli ultimi tempi sono stati introdotti dalla stragrande maggioranza degli istituti ferme limitazioni, per cui non sono più accettate le richieste persino di chi, sempre in possesso di un reddito, non disponga di una busta paga, ma riesce a esibire il modello Unico. Addirittura, in diversi casi è impedito l’accesso proprio ai cattivi pagatori e ai protestati, che fino a poco tempo fa erano le categorie principali della clientela per questi finanziamenti.

Anche in questi casi, la velocità dell’erogazione è relativa, perché la fase istruttoria potrebbe non essere così breve come si vorrebbe, essendo peraltro considerati i prestiti cambializzati particolarmente a rischio, attirando quella parte della clientela più in difficoltà.

Prestiti veloci senza garanzie

Vediamo cosa succede, infine, se chi richiede un prestito veloce non dispone di alcuna garanzia. Diciamo subito che un finanziamento non viene erogato in assenza di una busta paga o di una garanzia reale o personale. Pertanto, quando vediamo qualche spot sui prestiti concessi senza garanzie dobbiamo raddrizzare le antenne, in quanto si tratta di un dato non veritiero, almeno non se preso letteralmente.

In realtà, i cosiddetti prestiti veloci senza garanzie sono piccoli finanziamenti, di importo massimo pari a qualche migliaio di euro, ma che prevedono l’esibizione almeno della garanzia reddituale, ovvero di una busta paga, ma anche del modello Unico. Non vengono sollecitate semmai garanzie ulteriori, ma chiaramente ciò non implica che il credito sarà concesso ad occhi chiusi.

In alternativa, invece, potrebbe bastare la sola fideiussione, per esempio, prestata da un genitore o un coniuge, per consentire l’erogazione del prestito e anche in tempi relativamente veloci. In genere, parliamo di finanziamenti agli studenti, alle casalinghe, ovvero a persone sprovviste di reddito.