I piccoli prestiti sono così definiti, perché si tratta di finanziamenti di importo relativamente contenuto. Tuttavia non siamo in presenza di una definizione formale, per cui i limiti agli importi erogabili sotto la denominazione di piccoli prestiti sfuggono a una fissazione concreta.

In genere, quando parliamo di piccoli prestiti facciamo, comunque, riferimento a finanziamento di poche migliaia di euro. Si parte di solito da circa 1.000 euro, ma si potrebbe arrivare anche a qualche decina di migliaia di euro, per cui non si tratta sempre di un prestito piccolo in senso stretto.

piccoli prestiti

Sono finanziamenti erogati sia dalle banche che dalle agenzie finanziarie, presso le loro filiali o online. Una loro caratteristica è, infatti, quella di essere erogati molto spesso in rete, accedendo ai numerosi siti degli istituti di credito.

Non è un caso che a volte sono anche noti con sinonimi, come prestiti online o prestiti veloci, che per quanto non sarebbero esattamente la stessa cosa, nei fatti si sovrappongono.

I piccoli prestiti potrebbero spesso essere pubblicizzati come veloci, in quanto erogati online e dopo una fase istruttoria relativamente breve. A tale proposito, però, non bisogna illudersi che, in quanto l’importo erogato sia basso, gli istituti concedano il credito senza garanzie o nel giro di poche ore, ovvero senza un’acdeguata istruttoria della pratica del finanziamento.

Da questo punto di vista, infatti, i piccoli prestiti non presentano alcuna reale differenza con qualsivoglia genere di finanziamento. Una volta richiesti, il creditore sollecita tutta la documentazione occorrente e se non dovesse riscontrare alcun intoppo, procederà alla successiva erogazione. Di solito, i tempi ordinari per un accredito si aggirano in 4 o 5 giorni lavorativi, anche se sono possibili soluzioni più veloci. Molto dipende dal caso specifico, come vedremo.

I prestiti veloci sono finanziamenti personali e, in quanto tali, non richiedono alcuna motivazione all’atto dell’apertura della pratica. Ciò li distingue dai prestiti finalizzati all’acquisto di specifici beni di consumo o servizi, come i prestiti auto e i prestiti vacanze.

Il tasso applicato al finanziamento è fisso, per cui la rata periodica, in genere, mensile, è costante lungo l’intero arco del periodo di ammortamento. Quanto al loro costo, esiste di solito una netta divergenza tra TAN e TAEG.

Il TAN o Tasso Annuo Nominale è la percentuale degli interessi applicata dall’istituto al prestito su base annua. Per quanto indicativo, non esaurisce l’insieme dei costi a carico del finanziamento, che comprende anche le spese per l’istruttoria e per l’incasso della rata. Tutti questi altri costi, insieme al TAN, sono captati dal TAEG o Tasso Annuo Effettivo Globale.

Ora, per quanto detto, il TAEG dovrebbe risultare sempre superiore al TAN, tranne in quei rari casi di azzeramento dei costi aggiuntivi rispetto al tasso. Cerchiamo di capire perché la loro divergenza tende a essere più netta nel caso dei piccoli prestiti. La risposta è semplice, essendo sostanzialmente gli altri costi di tipo fisso, non variano al crescere dell’importo finanziato. Da ciò ne deriva che essi incidono più marcatamente sui piccoli importi, per cui il TAEG risulterà in questi casi molto più elevato del TAN.

Facciamo un esempio, Tizio prende in prestito da un’agenzia finanziaria X un prestito a 12 mesi di 2.000 euro con TAN al 5%. Tutti gli altri costi ono pari a 200 euro. Grosso modo, il suo TAEG sarà uguale al 15%, in quanto comprende, oltre al TAN, anche questi altri costi fissi, che incidono per il 10% della somma finanziata.

Immaginiamo adesso, invece, che Tizio prenda in prestito una somma di 10.000 euro, sempre a 12 mesi e con TAN al 5% e costi fissi di 200 euro. Questi ultimi incidono sulla somma complessiva per non più del 2%, che sommati al TAN fanno un TAEG del 7%. Senza considerare che fatto che il calcolo andrebbe effettuato in maniera più raffinata, è evidente che al crescere del prestito, si riduce fortemente la distanza tra TAEG e TAN, passata dal 10% dell’esempio precedente al 2%.

Spiegata la ragione per la quale il TAEG tende ad essere molto più alto del TAN per i piccoli prestiti, concentriamoci su un altro aspetto: i tempi di erogazione. Abbiamo detto che spesso i piccoli prestiti sono anche detti veloci. Questa denominazione potrebbe forse ingannare, lasciandoci intendere che l’accredito della somma avviene più o meno velocemente, trattandosi di un finanziamento di basso importo. Le cose stanno diversamente.

I piccoli prestiti possono essere più veloci degli altri finanziamenti, ma non perché si salti la fase istruttoria o non siano richieste garanzie. Semplicemente, essendo relativamente bassa la somma da erogare, potrebbe bastare la documentazione minima sollecitata al cliente, ossia un documento d’identità, un codice fiscale, l’ultima busta paga o il modello Unico per i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli imprenditori.

Vediamo come si richiedono i piccoli prestiti. Le modalità sono esattamente le stesse previste per ogni tipologia di credito. Essi sono diffusi in rete, se non altro, perché la banca tradizionale è più incentrata sull’erogazione di prestiti e mutui di importi più elevati, mentre la folta offerta delle società finanziarie si riscontra spesso in rete, laddove riesce a penetrare commercialmente tra una clientela più eterogenea, magari in cerca di liquidità per esigenze di vita quotidiana e il più delle volte anche impreviste

Se sono presenti in rete, è sufficiente compilare la scheda in tutti i campi obbligatori, allegando la documentazione sollecitata, dopo che è stata scannerizzata. Dunque, spesso non è nemmeno richiesto l’invio di documenti cartacei, tutto resta online.

In altri casi, potrebbe esservi richiesto di recarvi presso la filiale dell’agenzia o della banca a voi più vicina, in modo da consegnare la documentazione ed effettuare la richiesta formale vera e propria. Ma si tratta ormai di casi sporadici, perché i piccoli prestiti, come gli altri diffusi online, ormai sono richiesti, processati ed erogati in modalità elettronica.

Qualora non ci fossero problemi in fase istruttoria, l’accredito vi sarà erogato o sul numero di conto corrente da voi indicato, oppure tramite invio a domicilio dell’assegno circolare non trasferibile, o ancora tramite la consegna al domicilio della somma in contanti o con assegno da parte di un funzionario. Potrebbe anche essere concordata, ove possibile, l’erogazione presso una filiale fisica presente nelle vicinanze del domicilio indicato.

Piccoli Prestiti Senza Busta Paga

Quando si richiede un finanziamento, la prima garanzia sollecitata dalla banca o dalla finanziaria è la busta paga. Solo questa può assicurare al creditore che il cliente, una volta ottenuto il denaro, sia in grado di rimborsarlo con gli interessi nel tempo, godendo di un reddito da lavoro stabile e fisso. In molti casi, infatti, i piccoli prestiti o anche gli altri tipi di prestito non vengono erogati a chi possiede un reddito da lavoro diverso, come i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli imprenditori. Questi, nonostante possano esibire redditi superiori, non segnalano lo stesso grado di sicurezza di un lavoratore dipendente assunto a tempo indeterminato.

Per non parlare di casalinghe, studenti, inoccupati e disoccupati, che non disponendo di alcun reddito da lavoro, sono scartati a priori dal mercato del credito.

Cerchiamo di capire come si fa a ottenere un piccolo prestito senza busta paga. La risposta sta nell’essere in grado di esibire almeno una garanzia alternativa. A tale proposito, bisogna distinguere tra garanzia reale e garanzia personale.

Nel primo caso, si ha che il richiedente dovrà fare iscrivere un’ipoteca su un immobile di proprietà libero da altre ipoteche. Ciò significa, che nel caso di inadempienza contrattuale, il creditore avrà titolo per chiedere al giudice la vendita all’asta dell’immobile, in modo da potersi soddisfare con il relativo ricavato.

Il valore commerciale libero dell’immobile deve essere superiore di quello del prestito assicurato dall’ipoteca, in modo da concedere all’istituto un margine di garanzia in suo favore. Il tetto previsto è dell’80%, ossia il debito assicurato non può essere superiore all’80% del valore commerciale stimato dell’immobile ipotecato. In genere, però, specie con la crisi, le banche e le finanziarie tendono ad erogare una percentuale nettamente inferiore all’80% del valore immobiliare.

Ora, la garanzia reale sopra descritta potrebbe anche essere esibita per l’ottenimento di un piccolo prestito, ma non sarebbe conveniente per bassi importi, in quanto non solo si tratta di un procedimento costoso da un punto di vista fiscale, ma oltre tutto si rischia la vendita all’asta di un immobile per un prestito di qualche migliaio di euro, il che è inopportuno. Pertanto, nell’ambito della garanzia reale potrebbe trovarsi un altro espediente, ove possibile, ovvero il ricorso al pegno. A differenza dell’ipoteca, qui si concede al creditore in garanzia un bene mobile di valore, come preziosi, quadri. Il pegno si perfeziona con la consegna fisica del bene al creditore per tutto il tempo dell’ammortamento e successivamente a una perizia tecnica, tesa a stabilire il valore commerciale. La restituzione al cliente avviene con il versamento dell’ultima rata del piccolo prestito.

Cedere in pegno un gioiello o un quadro di valore per ottenere qualche migliaio di euro di liquidità potrebbe essere una soluzione conveniente, ma avvertiamo che non molti istituti la praticano.

Allora, l’unica reale alternativa per ottenere i prestiti senza busta paga resterebbe la garanzia personale, ossia la firma di un terzo soggetto, denominato garante, che assicura il creditore per il debito contratto dal debitore principale. Egli si fa carico non soltanto di accertarsi che l’intero debito sia onorato, ma anche che siano rispettate tutte le scadenze.

Per fare in modo che la fideiussione sia considerata accettabile dall’istituto di credito è necessario che il garante goda degli stessi requisiti economici e patrimoniali sollecitati al cliente, quindi, che abbia un reddito da lavoro stabile e di un patrimonio attaccabile per il caso di inadempienza.

Qualora il debitore non onorasse il suo debito, il fideiussore dovrà intervenire per eseguire la garanzia, a nulla valendo di non essere stato informato in tempo del mancato versamento di una o più rate. Il rischio è, quindi, che egli venga segnalato al Crif come cattivo pagatore o protestato, al pari del debitore principale.

Per questo, nella pratica quotidiana, il fideiussore è generalmente un parente o un amico stretto, ovvero una persona con un solido rapporto di fiducia con il debitore assicurato, che ne conosca la reale situazione finanziaria e che sia disposto effettivamente a intervenire nei casi di sua inadempienza contrattuale.

Piccoli Prestiti Senza Garanzie

Cerchiamo di capire se è possibile ottenere un piccolo prestito senza garanzie.

La risposta è negative, specie considerando il bombardamento della pubblicità di molte finanziarie, che promettono liquidità facile e spesso senza busta paga e altre garanzie. Tuttavia, senza un tipo di assicurazione non si sarebbe in grado di ottenere un finanziamento. Senza la busta paga o la pensione e in assenza di una garanzia reale o personale, si potrebbe tentare di esibire il Modello Unico, perché sono numerosi i casi di accettazione dei redditi da lavoro autonomo a garanzia del prestito, ma non è possibile l’erogazione anche di una piccola somma, senza alcun tipo di garanzia.

Piccoli Prestiti Veloci

I piccoli prestiti possono anche essere erogati con una certa velocità, ma la fase istruttoria viene eseguita ugualmente. Si tratta semmai di velocizzare la pratica, dato il basso importo richiesto, sempre che le garanzie prestate dal cliente risultino sufficienti. A questo  proposito e con il fine di velocizzare i tempi dell’accredito, consigliamo fortemente sempre di tenere già all’atto della richiesta del prestito tutta la documentazione sollecitata, al fine di evitare inutili dispendi di tempo.

Dal momento che intende richiedere un piccolo prestito, quindi, tenete sempre con voi una copia del documento di identità, del codice fiscale, delle ultime due buste paga, sempre che non stiate presentando qualche altra garanzia aggiuntiva o sostitutiva. Nel caso di una richiesta online del prestito, tali documenti vanno prima scannerizzati, in modo che possano essere o inviati all’indirizzo email segnalato o caricati come file nell’apposito spazio.

Dicevamo sopra di non credere ai piccoli prestiti veloci, erogati nel giro di ventiquattro ore, perché si tratterebbe di un caso più unico che raro. Risulta essere più frequente, invece, che un piccolo prestito sia accreditato effettivamente entro quattro giorni lavorativi, se non vi saranno intoppi in fase istruttoria e se avete inviato con solerzia e precisione i documenti richiesti. In presenza di garanzie personali e reali, poi, i tempi si allungano ulteriormente, data la maggiore delicatezza della pratica.

Piccoli Prestiti Cambializzati

I piccoli prestiti possono anche essere ottenuti con la sottoscrizione di una o più cambiali da parte del cliente, a garanzia del finanziamento concesso. I prestiti cambializzati sono stati da sempre oggetto di richiesta da parte dei clienti meno solidi, come i cattivi pagatori e i protestati. Questo, perché la garanzia delle cambiali permette al creditore di chiudere un occhio sulla storia creditizia negativa del cliente.

La cambiale è un titolo esecutivo, che consente al creditore di escutere i beni del debitore nel caso di inadempienza, senza il previo passaggio giudiziario. Questi titoli vengono firmati dal cliente e consegnati all’istituto, il quale li restituisce man mano che vengono onorate le scadenze, quasi come si trattasse di ricevute di pagamento. Il debito si considera estinto, in effetti, quando tutte le cambiali sono tornate in possesso del firmatario o il creditore ha firmato una liberatoria in favore del cliente.

Fino a questo momento, i piccoli prestiti cambializzati sono stati, quindi, la soluzione a cui sono ricorsi tipicamente i clienti scartati dal resto del sistema creditizio. Tuttavia, con l’emergere della crisi economica sempre più dura nel nostro paese, è accaduto che per minimizzare i rischi, molti istituti hanno iniziato a restringere la platea dei potenziali richiedenti, chiudendo le porte ai cattivi pagatori, ai protestati, così come spesso persino ai detentori di redditi da lavoro diversi da quelli dipendenti assunti a tempo indeterminato.

Si tratta a tutti gli effetti di uno snaturamento di uno strumento, nato proprio per consentire l’accesso al credito ai soggetti più a rischio. In ogni caso, i piccoli prestiti cambializzati restano ancora lo strumento di ultima istanza, a cui fare affidamento, quando tutte le altre porte ci sono state chiuse in faccia. Bisogna valutare i costi, che tenuto anche conto degli importi contenuti, potrebbero incidere in misura percentuale molto pesante. Infine, si rileva come siano pochi gli istituti ad erogare ancora oggi questo tipo di finanziamento, caduto in disuso fino a qualche anno fa e riscoperto solo per via della crisi.