In questa guida spieghiamo in modo dettagliato cosa sono i prestiti per i giovani.

Con una disoccupazione giovanile al 40%, possiamo ammettere senza indugio che i giovani sono la categoria più svantaggiata sul mercato del credito, dato che difficilmente un finanziamento viene erogato a chi non esibisce la garanzia primaria della busta paga. Infatti, qualsiasi banca o società finanziaria concede un prestito, a patto che il cliente sia in grado di dimostrare di essere in grado di rimborsarlo a rate nel tempo, cosa che può avvenire se possiede un reddito da lavoro o una garanzia alternativa, di natura personale o reale. Visto che proprio i giovani sono quelli che meno lavorano e che non possiedono proprietà o altre garanzie, il sistema creditizio tende a scartarli quasi con immediatezza. Risulta essere una verità non piacevole, che negli ultimi anni è diventata ancora più evidente per il fatto che anche coloro che lavorano, se possiedono un contratto cosiddetto precario, ossia non a tempo indeterminato, non riescono ad accedere al credito, magari per comprare casa, un’auto o per esigenze di liquidità. Peccato che proprio i giovani siano i lavoratori in misura percentuale maggiormente investiti dall’occupazione precaria, attraverso contratti atipici, che spesso non prevedono nemmeno una durata minima del rapporto di lavoro.

prestiti per i giovani

Detto ciò, non bisogna arrendersi. Bisogna sapere, per esempio, che molti istituti erogano finanziamenti ai giovani studenti, in modo che essi possano completare gli studi. Si tratta di iniziative davvero interessanti, perché consentono anche a chi è sprovvisto di mezzi di potere frequentare un corso universitario o di altro tipo. Questi finanziamenti sono concessi di solito sulla base di convenzioni con l’università. Pertanto, se siete giovani studenti in cerca di liquidità, la prima cosa che dovreste fare è rivolgervi alla vostra segreteria di facoltà o a quella dell’ateneo. In genere, sulla bacheca di facoltà o sul sito online dell’università vengono pubblicati gli annunci delle banche e delle società finanziarie, che offrono prestiti rivolti proprio ai giovani. Verificate se esistono e in seconda battuta rivolgetevi agli uffici preposti.

Questi prestiti sono di ammontare limitato, qualche migliaio di euro, ma sufficienti a coprire le immediate esigenze di liquidità dello studente. Essi vengono accreditati sul conto corrente dello studente, il quale ne può disporre come e quando meglio crede. Il rimborso generalmente non scatta nell’immediato come con un finanziamento ordinario, ma a distanza di un anno dalla fine degli studi, in modo che il cliente abbia il tempo di trovare un lavoro e magari iniziare a mettere da parte qualcosa. Chiaramente, il prestito è gravato dagli interessi, che non dovrebbero essere elevati, proprio grazie alle convenzioni con l’ateneo, il quale crea un apposito fondo, che funge da garanzia per il creditore.

Le rate mensili del rimborso sono di modesto ammontare, in modo da non incidere in maniera netta sul reddito del neo-lavoratore, perché si sa che all’inizio, sempre che si abbia la fortuna di trovare un impiego, si guadagna poco. Occhio alle condizioni per l’accesso al credito, in particolare, alle garanzie richieste, se ne siano necessarie di altre, oltre a quelle eventualmente prestate dall’università.

Ma quando si parla di prestiti ai giovani, il riferimento è a una categoria complessa ed eterogenea di finanziamenti, legati tra di loro solo per il fatto che il beneficiario sia una persona di età inferiore a una determinata soglia. Risulta essere il caso dei mutui alle giovani coppie, che anche su spinta dello stato centrale, così come delle regioni e dei Comuni, prevedono spesso condizioni agevolative per l’acquisto di una prima casa da parte di coppie di età non superiore ai 35 anni. Le agevolazioni sono 2 tipi: la prima consiste nell’abbassare il livello delle garanzie altrimenti richieste dalla banca, la seconda nel tasso applicato al mutuo, che tende ad essere inferiore a quello che la coppia dovrebbe pagare in assenza della garanzia pubblica, la quale consiste in un fondo nazionale ed eventualmente integrato da altri fondi locali, che minimizzano i rischi a carico dell’istituto erogante.

Prestiti per giovani disoccupati

I prestiti per i giovani non devono necessariamente avere a che fare con una qualche garanzia pubblica, ma anzi ne esistono diversi di natura prettamente privata. Essi vengono concessi dalla banca o la finanziaria alla clientela fino a una certa età e prevedono generalmente condizioni mirate ai suoi bisogni. Tuttavia, poiché qualsivoglia prestito deve essere tutelato per il creditore, al giovane cliente verrà richiesta almeno una garanzia. Se non possiede una busta paga, magari si tratta di un giovane studente, di un disoccupato, inoccupato, casalinga, lavoratore precario, autonomo, l’unico modo per accedere al credito sarà di esibire la doppia firma o di fare iscrivere ipoteca su un immobile di proprietà. Nel primo caso, si tratta della cosiddetta fideiussione, ovvero di una garanzia prestata da terzi, che con l’apposizione della sua firma assicura l’integrale restituzione del debito e alle scadenze pattuite. Ovviamente, per fare in modo che tale garanzia possa essere accettata dall’istituto di credito, è necessario che il fideiussore possegga a sua volta condizioni reddituali e patrimoniali ritenute soddisfacenti.

In genere, la fideiussione è prestata da un parente stretto o da un amico. Di certo, esso si assume una grossa responsabilità, perché non solo potrebbe essere chiamato a rimborsare il debito in vece del cliente principale, ma nel caso di inadempienza di quest’ultimo rischia anche di essere segnalato alla Centrale Rischi Finanziari, in qualità di cattivo pagatore o di protestato.

Senza la fideiussione, l’unico modo che un giovane avrebbe di ottenere un prestito, non disponendo della busta paga, sarebbe quello di fare ipotecare un suo immobile. Ciò significa che il creditore potrebbe chiedere al giudice, nel caso di inadempienza, di vendere all’asta l’immobile, in modo da soddisfarsi con il ricavato. Il finanziamento non potrà eccedere l’80% del valore commerciale libero dell’immobile, a garanzia del creditore. In assenza di altre garanzie, nemmeno lontanamente la percentuale erogata sarà di questo livello, ma potrebbe scendere anche sotto il 50%.

Prestiti a fondo perduto per giovani

Ma quando si parla di prestiti ai giovani, il pensiero corre ai cosiddetti prestiti d’onore. Sono finanziamenti, stanziati dall’Unione Europea ed erogati anche tramite fondi nazionali o regionali. Essi finanziano quasi sempre attività di natura imprenditoriale, in quanto mirano a ridurre al minimo la disoccupazione giovanile, stimolando l’imprenditoria tra gli under 32 o 35, a seconda dei casi.

Essi finanziano le spese in conto capitale per l’avvio di una determinata attività, ponendo un limite per ciascuna categoria di beni acquistati. Prima della loro erogazione è necessario che il giovane presenti un business plan a Invitalia, che è la società utilizzata dallo stato per avviare all’imprenditoria con fondi pubblici i giovani italiani.

Se il business plan è convincente, se non siete in grado di stilarne uno, richiedete l’assistenza di un commercialista o di un esperto, Invitalia vi chiederà di frequentare un corso, durante il quale saranno fornite nozioni basilari per l’avvio e la gestione di un’attività imprenditoriale. Superato il corso, il finanziamento può essere concesso ed esso si distingue per le condizioni molto favorevoli previste. Infatti, la metà viene erogata a fondo perduto, nel senso che può non essere restituita dal giovane, mentre l’altrà metà è data in prestito a un tasso d’interesse di appena lo 0,5% all’anno e per una durata massima di 10 anni.

Risulta essere evidente che un altro finanziamento di tipo privato non potrebbe mai avvicinarsi alle condizioni favorevolissime praticate dai prestiti d’onore dei fondi europei. Non solo metà del finanziamento non dovrà essere restituito, cosa impossibile con una banca, ma l’altra metà è rimborsabile in piccole rate con un interesse annuo senza rivali sul mercato.

I prestiti d’onore sono soldi erogati dall’Unione Europea, ma quasi sempre passano per le mani delle regioni. Pertanto, è assolutamente consigliabile tenervi costantemente aggiornati, andando a visitare il sito della regione in cui siete residenti.

Prestiti per giovani imprenditori

Vediamo nel dettaglio quali prestiti Invitalia eroga in favore dei giovani, che vogliano avviare un’attività imprenditoriale. Sono tre i tipi di progetto finanziati, lavoro autonomo, svolto in forma di ditta individuale e con un investimento massimo di 25823 euro, microimpresa, in forma di società di persone e con investimento massimo di 129.114 euro, franchising, in forma di ditta individuale o di società di persone da realizzare con un Franchisor convenzionato con l’Agenzia.

La residenza dei soci, la sede legale, amministrativa e operativa devono essere nel territorio nazionale. Il Ministero di Economia e Finanza ha dato mandato a Invitalia di occuparsi della riscossione coattiva dei crediti vantati nei confronti dei beneficiari finanziati. L’Agenzia si avvale della collaborazione di Equitalia.

Vediamo quali sono i requisiti per ottenere un finanziamento per l’apertura di una ditta individuale. Essere maggiorenni, non occupati e residenti in Italia dall’anno 2000 o almeno da 6 mesi prima della data di richiesta del prestito. Di conseguenza, non possono avvalersi di questa agevolazione i titolari di un lavoro dipendente, di un contratto di collaborazione a progetto, i titolari di partita IVA, chi esercita la libera professione, gli imprenditori e i loro familiari per il caso di impresa familiare, gli artigiani.

I finanziamenti per il lavoro autonomo possono essere a tasso agevolato e a fondo perduto. Nel primo caso, gli investimenti finanziati non possono eccedere il 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili. Il finanziamento è quinquennale e va rimborsato con rate trimestrali costanti posticipate e con un interesse pari al 30% del tasso di riferimento sul mercato per i contratti omologhi e vigenti alla data di stipula. L’importo massimo finanziato è di 15494 euro.

Gli investimenti finanziati a fondo perduto sono pari alla differenza tra l’ammontare degli investimenti ritenuti ammissibili e l’importo del finanziamento ottenuto a tasso agevolato. I 2 tipi di finanziamento possono coprire complessivamente il 100% dell’investimento. Il contributo a fondo perduto copre le spese relative al primo anno di gestione dell’attività e non può essere superiore a 5165 euro.

Le modalità di erogazione del credito sono solitamente le seguenti: viene concesso un anticipo del 40% del contributo complessivo per effettuare gli investimenti e un saldo del 60% alla fine del periodo degli investimenti, che devono essere completati entro 6 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Anche per la gestione è possibile richiedere un anticipo del 40% delle spese previste, mentre il saldo sarà erogato al termine della presentazione delle fatture quietanziate da parte del beneficiario.

Per le microimprese, il finanziamento a fondo perduto non può superare il 50% del totale dei contributi concessi, mentre la parte erogata con le agevolazioni finanziarie non può eccedere il limite comunitario, la cui durata massima è prevista in 7 anni, con rate trimestrali costanti posticipate. Il tasso di interesse è pari al 30% di quello di riferimento sul mercato.

Per gli investimenti sono possibili anticipi del 20% del totale dei contributi concessi. Il saldo sarà versato in un’unica soluzione al completamento degli investimenti, che devono essere realizzati entro 6 mesi dalla data di stipula del finanziamento.

Per le spese di gestione, invece, l’anticipo può ammontare al 30% delle spese previste, mentre il saldo sarà erogato all’atto di presentazione delle fatture quietanzate e comunque entro i 18 mesi dalla data di stipula del finanziamento.

Infine, per le attività in franchising il contributo a fondo perduto non può essere superiore al 50% del totale dei contributi erogati e dovrà essere rimborsato in 7 anni con rate trimestrali costanti posticipate al tasso di interesse del 30% di quello in vigore sul mercato per contratti omologhi alla data di stipula del finanziamento.

Per gli investimenti, il beneficiario potrà richiedere un anticipo compreso tra il 30% e il 60% del totale delle agevolazioni, mentre il saldo sarà versato al completamento degli stessi, ovvero entro 6 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento. Per la gestione, l’anticipo può ammontare al 30% delle spese previste, mentre il saldo sarà erogato alla presentazione delle fatture quietanzate, comunque non oltre i 18 mesi dalla stipula del contratto.

Prestiti agevolati per giovani

Abbiamo detto che esistono diverse forme di agevolazioni in favore dei giovani che vogliano accedere al credito. Una di queste riguarda, come anticipato, le giovani coppie, nel caso vogliano acquistare un immobile come prima casa. Fino alla fine del 2016 viene alimentato un apposito Fondo di garanzia per la casa, che finanzia ciascuna domanda con un importo massimo di 250 mila euro, sufficiente a comprare casa anche presso un grande centro abitativo. I coniugi richiedenti devono avere un’età non superiore ai 35 anni.

Mutui giovani coppie Ubi Banca prevede finanziamenti agevolati per i giovani di età inferiore ai 40 anni, erogando allo scopo per l’acquisto di una prima casa sia mutui a tasso fisso, sia a tasso variabile.

Mutuo valore Italia Giovani Unicredit eroga un importo minimo di 30000 euro e uno massimo che può arrivare fino all’80% del valore commerciale dell’immobile concesso in garanzia, ma che può arrivare fino al 100% con l’attivazione del Fondo di garanzia per i mutui prima casa.

Mutuo Giovani Coppie e Famiglie MPS propone finanziamenti per l’acquisto della prima casa fino all’80% del valore dell’immobile e rimborsabili fino a 30 anni. L’importo minimo finanziabile è di 50.000 euro e i tassi offerti sono generalmente inferiori alla media del mercato.

Mutuo giovani coppie Deutsche Bank propone prodotti a tasso fisso, variabile e variabile con cap, diversi dei quali si rivelano abbastanza interessanti, così come appetibili sembrano i tempi di erogazione, relativamente veloci.

Intesa Sanpaolo propone Mutuo Domus offerta Superflash, il mutuo flessibile per la prima casa. I richiedenti devono essere maggiorenni e avere un’età inferiore ai 35 anni. Il tasso applicato può essere fisso o variabile e la durata del finanziamento è di 10 fino a 40 anni per la tipologia a tasso fisso, di 10 fino a 30 anni per la tipologia a tasso variabile, oltre al periodo di pre-ammortamento. Le rate possono essere sospese, su richiesta del mutuatario, fino a 6 mesi consecutivi. Con l’opzione flessibilità sulla durata, poi, si può allungare o accorciare il periodo del finanziamento per un massimo di 10 anni per il caso di tasso variabile, di 5 anni per il tasso fisso.

Un aspetto estremamente interessante è che il mutuo risulta accessibile anche ai lavoratori atipici, i quali dovranno contrarre la “Polizza Lavoratori Atipici” di durata decennale e senza costi aggiuntivi per la rata.

Attualmente, nel caso di un mutuo a tasso fisso da 100.000 euro e di durata pari a 40 anni, il TAN è pari al 2,70% e il TAEG al 2,881%, mentre per la tipologia a tasso variabile, il TAN è dell’1,594%, mentre il TAEG è dell’1,794%. In entrambi i casi, le spese di istruttoria sono pari a 700 euro, quelle di perizia a 320 euro e ogni comunicazione di legge inviata al domicilio del cliente è fissata a 0,70 euro.

Le soluzione per chi cerca prestiti per giovani sono quindi molte.