La richiesta di un finanziamento a una banca o a una società finanziaria non dovrebbe mai avvenire senza la giusta valutazione di tutte le offerte presenti sul mercato del credito. La cosa assolutamente da evitare è, infatti, di recarsi presso la prima filiale o agenzia sotto casa, magari per comodità e senza avere accortezza delle alternative.

Il primo passo da compiere consiste proprio nella visione dell’ampia gamma di soluzioni disponibili. Contrariamente al passato, per farlo non è più necessario spendere molto tempo e fatica, spostandoci da un luogo a un altro alla ricerca di una banca o di una finanziaria, perché il tutto può essere effettuato solamente con qualche click, senza nemmeno muoversi da casa.

come richiedere un prestito

Tutti gli istituti di credito, infatti, indipendentemente dal fatto che eroghino o meno prestiti online, dispongono certamente di un sito che contiene una pagina nella quale sarà possibile consultare i tipi di finanziamento offerti e il loro costo. In realtà, non è nemmeno necessario prendere memoria delle banche o finanziarie esistenti per controllarne le offerte, perché online esistono diversi siti comparatori, che consentono all’utente di conoscere immediatamente le soluzioni disponibili sul mercato e i costi annessi, semplicemente inserendo alcune informazioni basilari, come la cifra richiesta e il periodo dell’ammortamento.

Esempio, voglio cercare quali e quanti istituti finanzierebbero un prestito quinquennale di 20.000 euro. Inserisco la liquidità desiderata nell’apposito spazio e il numero dei mesi dell’ammortamento. Cliccando Invio, ottengo le varie soluzioni monitorate dal sito, sono anche diverse decine, ordinate dalla più conveniente in termini di tasso alla più onerosa.

In questo modo, in un’unica pagina o in pochissime pagine, e in un solo istante ottengo la visione di tutte le soluzioni disponibili sul mercato, tra le quali potrà così scegliere quella più adatta alle mie esigenze. Può accadere, poi, che prima di cliccare Invio, il sito richieda qualche informazione supplementare, come dati socio economici, in modo da individuare l’effettiva condizione finanziaria del richiedente. Trattasi, per esempio, della professione, della città di residenza, del reddito annuo lordo.

Questo perché nel concreto una banca non eroga denaro a ogni categoria di clienti, ma solo a quelli con sufficienti garanzie. Risulterà difficile, ad esempio, per un disoccupato o un lavoratore autonomo ottenere un finanziamento, mentre meno lo è per un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, in quanto questo è munito della busta paga.

Attenzione, il passo compiuto per il momento è puramente finalizzato all’ottenimento di informazioni sulle offerte di prestiti sul mercato, ma non rappresenta affatto una richiesta formale di liquidità o di un preventivo.

Una volta fattaci un’idea di quale possa essere il finanziamento a noi più adatto, ci rechiamo presso una filiale bancaria o un’agenzia di una finanziaria e facciamo richiesta di preventivo. Anche in questo caso, non si tratta di un atto formale e vincolante, ma semplicemente della sollecitazione di informazioni, relative a un’offerta finanziaria.

Si consiglia sempre di non avere fretta e di leggere il preventivo rilasciato dal funzionario con attenzione e meglio a casa, lontani dai condizionamenti altrui. A questo punto, bisogna verificare, anzitutto, il TAN, Tasso Annuo Nominale, e il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale,. Il primo sintetizza il tasso applicato al prestito e su base annua, ma non esaurisce il costo complessivo da sostenere, perché bisogna anche considerare le spese per l’istruttoria, quelle per un’eventuale polizza assicurativa, per l’invio della rata a domicilio, etc. Queste, insieme al TAN, sono comprese nel TAEG, che esprime bene il costo effettivo del finanziamento e sempre su base annua. Per quanto appena detto, il TAEG risulta quasi sempre superiore al TAN, di certo mai inferiore a questi.

Si possono certamente richiedere più preventivi, ma non bisogna mai fare richiesta allo stesso tempo di 2 o più finanziamenti. Questo, perché in fase istruttoria viene segnalato, attraverso la Centrale Rischi Finanziari, Crif, con la conseguenza di insospettire il creditore, che potrebbe arrivare anche a negare il prestito.

Quando si è convinti di volere accendere proprio quel finanziamento, avendone letto le condizioni e i requisiti, ci si reca in banca o in agenzia, muniti di un documento d’identità valido, del codice fiscale, di almeno l’ultima busta paga o di un’eventuale garanzia alternativa.

I lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli imprenditori non dispongono chiaramente di una busta paga, per cui non è detto che abbiano possibilità di accedere al finanziamento. Ove previsto, essi dovranno esibire il modello Unico, oltre probabilmente a una garanzia aggiuntiva.

Questa potrebbe essere sollecitata anche a un lavoratore dipendente, oltre che a chi fosse sprovvisto di alcun reddito e assume la forma reale o personale. Nel primo caso, si tratta di concedere in garanzia un immobile di proprietà, sul quale sarà iscritta un’ipoteca, sempre che il valore commerciale del bene sia maggiore di un certo margine dell’importo erogando.

La garanzia personale, invece, consiste nella doppia firma, ovvero in una cosiddetta fideiussione prestata da un amico, parente, il quale si impegna a pagare per il debito principale il debito residuo, nei casi di inadempienza, oltre che a accertarsi che tutte le rate siano pagate puntualmente.

Risulta essere evidente che il fideiussore stesso debba godere dei requisiti di reddito e patrimonio richiesti anche al debitore principale, altrimenti la sua garanzia non avrebbe valore.

Dunque, ipoteca e doppia firma rappresentano le garanzie, che consentono a quanti non siano considerati sufficientemente sicuri di accedere al credito ugualmente, sempre che esse siano accettate e considerate in grado di supplire alla carenza dei requisiti minimi sollecitati.

Una volta accettata la richiesta, la banca o la finanziaria eroga la liquidità, ma ciò necessita di tempo. In genere, un prestito viene accreditato sul conto corrente del cliente, oppure erogato tramite assegno, o ancora in forma liquida, a distanza di 4 o 5 giorni lavorativi dalla richiesta, ma si può arrivare anche a periodi più lunghi, sulla base delle eventuali anomalie riscontrate in fase istruttoria. Esistono alcuni finanziamenti dall’erogazione più spedita, definiti anche veloci o celeri, che presentano la caratteristica di erogare liquidità al cliente anche nel giro di qualche giorno lavorativo, ma quasi mai entro le famose 24 ore, come viene pubblicizzato da qualche finanziaria per attirare clientela.

Fino a qui vi abbiamo mostrato la richiesta di un prestito in maniera classica. Ma all’inizio abbiamo scritto che internet ha stravolto il rapporto tra cliente e banca. Ebbene, sempre più spesso si assiste a erogazioni online, ovvero senza che sia necessario recarsi presso una qualche filiale fisica. Si fa richiesta su Internet, accedendo alla pagina web dell’istituto erogante. A quel punto, bisogna allegare alla richiesta tutta la documentazione richiesta, facendo attenzione ad evitare una qualche dimenticanza, perché questo allunga i tempi dell’istruttoria, in quanto vi sarà richiesto successivamente l’invio del documento mancante.

Una volta presa in carica la richiesta, se non vi saranno intoppi, il prestito vi sarà erogato nel giro di pochi giorni, sempre che la cifra richiesta sia non elevata, specie in rapporto alle garanzie prestate, altrimenti potrebbero rendersi necessari approfondimenti. Il costo dei prestiti online risulta spesso inferiore a quello dei finanziamenti tradizionali, grazie all’assenza di una struttura di intermediazione fisica.

Il finanziamento, anche in questo caso, vi sarà accreditato sul conto corrente indicato e intestato al richiedente, oppure inviato al domicilio con assegno non trasferibile. In alternativa, potrebbe anche presentarsi al domicilio indicato un funzionario con l’apposita liquidità.

Sia nel caso di un finanziamento in banca o in agenzia che di uno online potrebbe essere prevista l’erogazione di liquidità, in cambio della firma di una o più cambiali. Sono i prestiti cambializzati, che oltre alla garanzia basilare della busta paga prevedono anche quella delle cambiali, appunto, titoli esecutivi, che consentono l’escussione del patrimonio del debitore nel caso di inadempienza.

I prestiti cambializzati sono particolarmente diffusi tra i cattivi pagatori e i protestati, ovvero tra quei soggetti con una recente storia creditizia negativa, che abbiano avuto problemi nel rimborso di un prestito.

Di solito vengono automaticamente scartati dal creditore, che accedendo alla banca dati del Crif potrà avere visione della condizione del richiedente. Tuttavia, in alcuni casi, grazie a solide garanzie prestate, anche questi soggetti possono accedere al credito, come nel caso dei suddetti prestiti o della cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Nel primo caso, la garanzia è fornita dalle cambiali, nel secondo dalla busta paga il TFR.

Il consiglio per queste categorie di clienti è di provvedere il prima possibile, però, alla cancellazione della segnalazione nei pubblici registri della propria condizione creditizia, prima di richiedere un finanziamento. Nel caso di un protestato, sarebbe sufficiente adempiere all’obbligazione entro un anno dalla scadenza non onorata. In questo modo, si ha titolo per chiedere all’Ufficio provinciale della Camera di Commercio di cancellare il protesto, esibendo il titolo protestato e una liberatoria firmata dal creditore, che attesti di non avere più nulla da pretendere.

Qualora sia trascorso più di un anno dalla scadenza non onorata del pagamento di un’obbligazione, bisogna chiedere al presidente del Tribunale territorialmente competente la riabilitazione dal protesto, avendo sempre saldato il debito. Se concessa, essa darà titolo al protestato di chiedere la cancellazione del protesto dai pubblici registri. In assenza di tutto ciò, fatto salvo che il debito dovrà ugualmente essere onorato, è prevista la cancellazione automatica del protesto dai registri di pubblico accesso dopo i 5 anni.

Quindi, se non siete in regola con il pagamento dei vecchi debiti, prima di fare richiesta di un finanziamento nuovo vi consigliamo di attendere il trascorrere dei 5 anni dalla data di iscrizione nei pubblici registri del protesto. Se non potete permettervi una tale attesa, dovreste confidare in uno dei finanziamenti accessibili anche ai protestati, oppure dovreste esibire all’istituto di credito garanzie tali, da superare il problema. Ma occhio alle condizioni offerte, perché non sempre sono convenienti, in quanto scontano un rischio potenzialmente elevato di mancato rimborso del credito erogato.